Quello che molti non sanno sulle coperture RC per il trasporto passeggeri

Non è la prima volta che il comandante di una M/n e l’armatore in solido siano denunciati per lesioni. In questo caso la denuncia è di un passeggero, facente parte di un gruppo sbarcato in spiaggia per il consueto bagno refrigerante. Sfortuna volle che dalla scogliera sovrastante si staccasse un sasso che andava a colpire il passeggero ferendolo. Il passeggero, le cui lesioni avrebbero potuto avere conseguenze gravissime se non provocargli la morte, ha sporto denuncia per essere stato sbarcato dalla M/n senza essere avvertito del pericolo.

La S&T Broker, azienda leader per l’assicurazione delle M/n passeggeri, avendo trattato eventi simili, constatando la diffusa disinformazione intorno alle complesse e articolate problematiche della Responsabilità Civile Armatori, ha ritenuto opportuno divulgare una relazione tecnica specifica che, oltre a sintetizzare i vari aspetti in materia, chiarisce agli Armatori, quale debba essere il prodotto assicurativo che, dipendentemente dalle caratteristiche delle M/n e con un più ampio spettro protettivo, riesca a sopperire agli obblighi di legge e a proteggere l’Armatore per quelle Responsabilità che le polizze tradizionali escludono, andando così a tamponare una falla che per l’armatore potrebbe avere conseguenze devastanti.

Ecco qui di seguito alcuni aspetti che aiuteranno gli Armatori a muoversi nei labirinti della Responsabilità civile a cui sono esposti, consentendogli di scegliere le coperture più adeguate e che spesso, paradossalmente, portano anche ad ottenere un risparmio economico.

 

1° aspetto:

– Occorre sapere che l’art. 275 del codice della navigazione, per i danni a terzi non attribuibili a dolo e colpa grave dell’armatore o del comandante dell’unità, (colpa grave corrisponde a omissione o ad atto compiuto temerariamente oppure con la consapevolezza che ne sarebbe derivato un danno) ebbene, l’Art. 275 del C.N. limita i crediti vantati dai danneggiati, al valore commerciale della nave all’inizio del viaggio.

– Quindi, un incidente della navigazione, anche un vero disastro, se gli inquirenti stabilissero che non vi sia una colpa grave da parte dell’armatore o del comandante, il C.N. limita i risarcimenti dovuti dall’armatore al valore commerciale dell’unità.

– Occorre però osservare che nei casi di disastro o gravi incidenti, pensate ad un incendio da un corto circuito o da un surriscaldamento non segnalato o dall’affondamento per urto, incaglio, collisione, spesso tale limitazione è resa inefficace dalle risultanze peritali; in questo caso l’Armatore sarebbe chiamato a far fronte ai risarcimenti illimitatamente e con i propri mezzi.

 

2° aspetto:

– Con la ex Legge 990 lo Stato italiano rese obbligatoria l’assicurazione per danni a terzi dei veicoli e dei natanti, imponendo all’Armatore di assicurare un massimale minimo obbligatorio che oggi, per le persone è di 5/Milioni di euro.

Ciononostante, per quanto concerne la copertura RC Navigazione di imbarcazioni e di natanti, la legge ha posto l’obbligo di assicurare soltanto i danni alle persone, e le Compagnie, se richiesto dal Contraente assicurano anche un massimale per i danni a cose.

E’ tuttavia importante chiarire che la ex Legge 990, prevede l’obbligo di assicurazione solo per le unità fino a 25 TSL, pertanto non hanno l’obbligo di assicurarsi le unità superiori a 25 TSL (e sotto le 300 TSL) che, quindi, restano assoggettate a quanto disciplinato dall’Art.275 del Codice della Navigazione.

 

3° aspetto:

Tornando però alle unità entro le 25 TSL, per le quali vige l’obbligo assicurativo, le polizze italiane in genere offrono un massimale molto limitato rispetto al capitale umano trasportato a bordo, e pertanto, in caso di disastro colposo, tale massimale risulterebbe insufficiente a tacitare le richieste dei danneggiati, con la conseguenza che, se la colpa lieve fosse superata, l’armatore deve far fronte con i propri mezzi al pagamento della differenza tra il massimale assicurato e le effettive richieste di risarcimento.

Ma non è tutto, infatti queste polizze presentano responsabilità non coperte e interpretazioni dubbie che escludono una serie di risarcimenti:

  • La rivalsa INAIL per infortuni subiti dall’equipaggio;
  • I danni ai passeggeri derivanti dal servizio ristorazione e da somministrazione di alimenti;
  • I danni ai passeggeri sbarcati su luoghi/strutture rivelatisi insidiosi;
  • I danni ai passeggeri che per imbarco o sbarco transitano su moli, pontili, pontoni, passerelle;
  • I danni a passeggeri che a nave ferma si dedichino al nuoto o allo snorkeling;
  • Spese di difesa in procedimenti penali a carico del comandante o dell’armatore per fatti della navigazione.

Insomma il 95% delle polizze non coprono l’Armatore delle responsabilità e degli esborsi cui è invece esposto, e pertanto occorre quindi che provveda a stipulare altre polizze a completamento della copertura esistente, oppure dovrebbe provvedere a sostituire la polizza esistente con una copertura P&I, corredandola di una copertura di Tutela Legale Armatori utile per difendersi dalle pretese di terzi ma anche per far valere i propri diritti nei confronti di fornitori, personale dipendente e terzi in genere; spesso il nuovo premio è identico, se non addirittura inferiore a quello pagato per la vecchia polizza.

 

4° aspetto

Occorre sapere che, col Decreto Legislativo 111/2012, l’Italia ha attuato, seppure sommariamente, la direttiva 2009/20/CE, recante norme sull’assicurazione degli armatori per i crediti marittimi (ovvero quanto deve rispondere per danni a terzi un proprietario di nave, un noleggiatore a scafo nudo o un armatore) stabilendo così l’obbligo assicurativo per quelle navi, italiane o straniere, di stazza lorda pari o superiore a 300 Tonnellate, che entrano, stazionano o navigano nei mari italiani, compreso acque interne e acque promiscue.

Nel caso delle navi per il trasporto di passeggeri, è stabilito un massimale per ciascun passeggero pari a 175.000 DSP Diritti Speciali di Prelievo (al cambio attuale c.a. 250.000 euro), il massimale complessivo da assicurare sarà, dato perciò da 250.000 euro per passeggero, moltiplicato il numero di passeggeri trasportabile, indicato nella licenza di navigazione; ad esempio per 400 passeggeri il massimale sarà di c.a. 100/milioni di euro (arrotondato in eccesso), contro i massimali offerti alle compagnie italiane che generalmente non arrivando a superare i 15/20 milioni di euro rendono l’armatore un fuorilegge.

 

5° aspetto:

Questo aspetto riguarda le polizze per unità da oltre 25 fino a 299,99 TSL per le quali non è previsto alcun obbligo assicurativo se non quanto sancito dall’art. 275 del C.N.

Purtroppo i risultati emersi dall’aver visionato una moltitudine di queste polizze sparse su tutto il territorio nazionale, sono davvero inquietanti, giacché esiste una jungla di polizze emesse da Compagnie anche primarie con premi esorbitanti, massimali irrisori e condizioni inadeguate che spiegherebbero i loro effetti negativi in occasione di varie tipologie di sinistro.

Anche per queste unità da 25 a 299,99 TSL si consiglia di abbandonare le coperture RC offerte dalle compagnie assicuratrici italiane e sottoscrivere invece una copertura P&I, corredata dalla polizza di tutela legale armatori per il rimborso delle spese legali, infatti non essendo M/n soggette all’obbligo assicurativo, il danneggiato agirebbe sempre contro l’Armatore e mai potrebbe farlo nei confronti dell’Assicuratore.