La Responsabilità Civile della Navigazione in Italia e l’assicurazione del rischio

In Italia, il Codice della Navigazione Art. 275 – Limitazione del debito dell’armatore – rivisto come qui di seguito dopo l’entrata in vigore nel 2012 del Dlgs. 111, afferente gli obblighi assicurativi per le unità di stazza lorda 300 TSL e oltre, così recita:

“Per le obbligazioni contratte in occasione e per i bisogni di un viaggio, e per le obbligazioni sorte da fatti o atti compiuti durante lo stesso viaggio, ad eccezione di quelle derivanti da proprio dolo o colpa grave, l’armatore di una nave di stazza lorda inferiore alle 300 tonnellate può limitare il debito complessivo ad una somma pari al valore della nave e all’ammontare del nolo e di ogni altro provento del viaggio.

Leggendo pertanto il succitato Art. 275 del C.N.,qualcuno potrebbe essere indotto a pensare che i massimali resi obbligatori dalle varie Leggi, dei quali  tratteremo qui di seguito, o nel caso di unità per le quali nessuna legge obbliga ad assicurarsi, potrebbero essere addirittura superiori rispetto all’esposizione pecuniaria a cui il C.N. esporrebbe invece l’armatore, che di fatto,  potrebbe ritenere esaurito il proprio debito verso i danneggiati addirittura mettendo a disposizione una somma massima di denaro pari al valore della propria unità che ha provocato il sinistro o su cui il sinistro è avvenuto, valore che potrebbe essere davvero ridicolo in relazione ai danni provocati a terzi o agli stessi passeggeri.Nella realtà invece una colpa grave, che renderebbe illimitata la responsabilità dell’armatore è purtroppo molto spesso possibile ecco i motivi per i quali è consigliabile coprire le proprie unità con alti massimali.

E tuttavia la Legge 990 del 24/12/1969, l’art. 2054 del Codice Civile e successivamente l’art.123 Capo I, Titolo X del D.lgs 209 del 7 Sett. 2005 (Dlgs 209/2005), a prescindere da quanto prevede l’Art.275 del  Codice della Navigazione, dispongono in materia di assicurazione obbligatoria dei natanti stabilendo che sono soggetti all’obbligo assicurativo tutte le unità ad uso Diporto (a prescindere dalle Tonnellate o dalla lunghezza) ed anche i natanti di stazza lorda non superiore a venticinque tonnellate, adibiti ad uso privato, diverso dal diporto, o al servizio pubblico di trasporto persone (escluso la pesca).

Le Società assicuratrici operanti in Italia coprono il rischio RC Navigazione della quasi totalità della flotta da diporto e di quella da lavoro/trasporto passeggeri entro le 25 tonnellate di stazza e generalmente garantisce massimali intorno a 10/milioni di Euro che tuttavia in qualche raro caso arriva a 20/milioni di Euro.

Vale tuttavia la pena evidenziare che per adempiere agli obblighi di Legge, secondo il D.lgs 198 del 6 Nov. 2007 (Dlgs 198 del 6 nov 2007)è sufficiente assicurare le unità per un massimale di Euro 5.000.000 per sinistro per i danni alle persone, indipendentemente dal numero delle vittime e di Euro 1.000.000 per sinistro per danni alle cose, indipendentemente dal numero dei danneggiati.

I massimali garantiti, quindi, mentre sembrerebbero sufficienti per i danni cagionati alle cose (Fixed and Floating Objects) si rivelerebbero tristemente esigui se destinati a coprire le unità adibite al trasporto di persone; unità che in buona parte superano i 30 annidi età e che sebbene non superino le 25 TSL, possono però trasportare fino a 400/500 passeggeri; pertanto, nel caso di sinistro catastrofale, come un incendio improvviso o l’urto contro una scoglio con successivo ribaltamento oppure l’urto contro un tronco semi-sommerso o uno speronamento (tutti casi purtroppo nel tempo davvero accaduti) la Compagnia metterebbe a disposizione una somma tra i 20 ed i40.000 Euro pro-capite, somma ahimè del tutto insufficiente al ristoro delle vittime.

Le unità con uso diverso dal diporto e di stazza lorda superiore alle 25 ma inferiori alle 300 Tonnellate per le quali in Italia non c‘è nessun obbligo assicurativo (leggi articolo “C’è una falla nel sistema) sono generalmente assicurate dalle Compagnie Italiane con polizze di Responsabilità Civile Rischi Diversi che però garantiscono massimali tra 3 e 5 Milioni di Euro, addirittura molto inferiori rispetto a quelli prestati per le unità fino a 25 TSL  ovvero per le unità soggette all’obbligo.

Per le unità di 300 Tonnellate di stazza lorda e oltre, a prescindere dall’uso a cui le navi siano destinate, il Presidente della Repubblica Italiana, con il Decreto Legislativo n.111 del 28 giugno 2012, ha inteso attuare la direttiva 2009/20/CE recante norme sull’assicurazione degli armatori per i crediti marittimi, obbligando, quindi, gli Armatori ad assicurare le loro unità per i danni a terzi (D.lgs 111/2012).

Vale la pena evidenziare che poiché le compagnie italiane non hanno la capacità finanziaria per garantire gli altissimi massimali richiesti dal Decreto Legislativo 111 del 2012, tali rischi vengono piazzati nei P&I Clubs o nel mercato dei Lloyd’s di Londra che insieme assicurano il 98% della flotta mondiale navigante e dei quali la S&T Broker Srl è ItalianCorrespondent.